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CRONACA |
di Marco Vitaloni |
Chioggia: area demaniale trasformata in discarica abusiva sommersa, scatta il sequestro |
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La Guardia di Finanza di Venezia e della Sezione Operativa Navale di Chioggia hanno rinvenuto 8.200 Kg di rifiuti vari nello specchio acqueo davanti l’area demaniale del bacino “Vecchie Chiuse del Brenta”. L’area delle operazioni, già oggetto di controlli preventivi in ordine alla regolarità delle concessioni demaniali per l’ormeggio di natanti ed imbarcazioni, ha richiesto un supplemento d’indagine a seguito della probabile presenza di natanti ed imbarcazioni affondate. Dopo numerose immersioni, i sommozzatori delle Fiamme gialle hanno rinvenuto la presenza di 9 imbarcazioni affondate, il cui materiale di costruzione, legno e vetroresina, costituisce rifiuto speciale. Inoltre sono stati rinvenuti numerosi motori marini e serbatoi di carburante classificati come rifiuti pericolosi. I finanzieri, dopo aver accertato l’assenza di sversamento di idrocarburi, hanno provveduto alla messa in sicurezza della zona, segnalando la posizione dei relitti. Oltre alle barche sommerse è stata rinvenuta anche un’imbarcazione da diporto di 12 metri costruita in legno e vetroresina, semisommersa ed in evidente stato di degrado e di abbandono. I rifiuti quantificati in 8.200 Kg sono stati posti sotto sequestro a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il proseguio delle indagini e la loro caratterizzazione a cura dell’Ente Tecnico preposto. Secondo quanto accertato, i natanti ormai considerati inutilizzabili sarebbero stati affondati intenzionalmente allo scopo di evitare il regolare smaltimento e i relativi costi. Le indagini hanno inoltre permesso l’identificazione di due persone responsabili che sono state denunciate. |
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CRONACA
Chioggia: area demaniale trasformata in discarica abusiva sommersa, scatta il sequestro
La Guardia di Finanza di Venezia e della Sezione Operativa Navale di Chioggia hanno rinvenuto 8.200 Kg di rifiuti vari nello specchio acqueo davanti l’area demaniale del bacino “Vecchie Chiuse del Brenta”.
L’area delle operazioni, già oggetto di controlli preventivi in ordine alla regolarità delle concessioni demaniali per l’ormeggio di natanti ed imbarcazioni, ha richiesto un supplemento d’indagine a seguito della probabile presenza di natanti ed imbarcazioni affondate. Dopo numerose immersioni, i sommozzatori delle Fiamme gialle hanno rinvenuto la presenza di 9 imbarcazioni affondate, il cui materiale di costruzione, legno e vetroresina, costituisce rifiuto speciale. Inoltre sono stati rinvenuti numerosi motori marini e serbatoi di carburante classificati come rifiuti pericolosi.
I finanzieri, dopo aver accertato l’assenza di sversamento di idrocarburi, hanno provveduto alla messa in sicurezza della zona, segnalando la posizione dei relitti. Oltre alle barche sommerse è stata rinvenuta anche un’imbarcazione da diporto di 12 metri costruita in legno e vetroresina, semisommersa ed in evidente stato di degrado e di abbandono. I rifiuti quantificati in 8.200 Kg sono stati posti sotto sequestro a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il proseguio delle indagini e la loro caratterizzazione a cura dell’Ente Tecnico preposto. Secondo quanto accertato, i natanti ormai considerati inutilizzabili sarebbero stati affondati intenzionalmente allo scopo di evitare il regolare smaltimento e i relativi costi. Le indagini hanno inoltre permesso l’identificazione di due persone responsabili che sono state denunciate.
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La Guardia di Finanza di Venezia e della Sezione Operativa Navale di Chioggia hanno rinvenuto 8.200 Kg di rifiuti vari nello specchio acqueo davanti l’area demaniale del bacino “Vecchie Chiuse del Brenta”.
L’area delle operazioni, già oggetto di controlli preventivi in ordine alla regolarità delle concessioni demaniali per l’ormeggio di natanti ed imbarcazioni, ha richiesto un supplemento d’indagine a seguito della probabile presenza di natanti ed imbarcazioni affondate. Dopo numerose immersioni, i sommozzatori delle Fiamme gialle hanno rinvenuto la presenza di 9 imbarcazioni affondate, il cui materiale di costruzione, legno e vetroresina, costituisce rifiuto speciale. Inoltre sono stati rinvenuti numerosi motori marini e serbatoi di carburante classificati come rifiuti pericolosi.
I finanzieri, dopo aver accertato l’assenza di sversamento di idrocarburi, hanno provveduto alla messa in sicurezza della zona, segnalando la posizione dei relitti. Oltre alle barche sommerse è stata rinvenuta anche un’imbarcazione da diporto di 12 metri costruita in legno e vetroresina, semisommersa ed in evidente stato di degrado e di abbandono. I rifiuti quantificati in 8.200 Kg sono stati posti sotto sequestro a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il proseguio delle indagini e la loro caratterizzazione a cura dell’Ente Tecnico preposto. Secondo quanto accertato, i natanti ormai considerati inutilizzabili sarebbero stati affondati intenzionalmente allo scopo di evitare il regolare smaltimento e i relativi costi. Le indagini hanno inoltre permesso l’identificazione di due persone responsabili che sono state denunciate.

