Frode e riciclaggio, arrestato imprenditore veneto residente a Dubai
I finanzieri del Comando Provinciale di Venezia hanno eseguito - su ordine della Procura Europea - il fermo di un imprenditore veneto residente a Dubai, accusato di aver riciclato e reimpiegato i proventi di un’articolata frode carosello realizzata da un'associazione criminale di origine asiatica.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia, volte inizialmente alla ricostruzione di un giro milionario di fatture false, hanno fatto emergere la figura di un imprenditore incaricato di riciclarne l’ingente profitto.
Secondo l'accusa l'uomo, approfittando della residenza negli Emirati Arabi Uniti, veniva in Italia, riceveva il contante e lo trasferiva all’estero compiendo operazioni volte a ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. In particolare, il denaro veniva reimpiegato in attività economiche e finanziarie tramite una sua società situata in Slovenia, risultata priva di una reale operatività, che importava da fornitori extracomunitari (Cina, Turchia, Emirati Arabi) merce per poi cederla a imprese italiane compiacenti, alimentando così la frode carosello.
Dato che l’indagato, da pochi giorni in Italia, era in procinto di tornare a Dubai, il pm ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, contestualmente a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di oltre 4,6 milioni di euro, pari al profitto dei reati di riciclaggio. I militari hanno quindi bloccato l'imprenditore all’aeroporto di Venezia, mentre era in procinto di imbarcarsi su un volo per Dubai, rinvenendo un wallet di criptovalute del controvalore pari a oltre 750.000 euro, sequestrato assieme a circa 6.000 euro in contanti e a un’auto di lusso.
Questo è un articolo pubblicato il 05-05-2026 alle 16:22 sul giornale del 05 maggio 2026 - 14 letture
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